Perché viaggiare. Quando l’unica cosa a cui pensi è partire… 16


Voler visitare il mondo intero…

La vita non è fatta per essere vissuta in un solo luogo.
E’ una frase che ripeto costantemente nella mia testa da un po’, forse da sempre…
Amo viaggiare ma ci sono momenti della vita in cui sento davvero la necessità di esplorare ancora ed ancora, momenti in cui la mia mente ed il mio spirito hanno bisogno di affrontare nuove avventure.

Quando leggi articoli dove scrivono “Ho lasciato tutto e ho iniziato a viaggiare per il mondo”, “Ho lasciato il lavoro, ho venduto la casa e giro il mondo in camper”, “Sono partita e sto girando il mondo facendo la house-sitter”….
A te, che mi stai leggendo, cosa passa per la testa?
Io guardo fuori dalla finestra e l’unica cosa a cui penso è partire…

viaggi avventura

Un primo passo l’ho già fatto. Ho lasciato il mio lavoro a tempo indeterminato per seguire il mio sogno di venire a vivere nella città che più amo. E sapevo, e so, che qui vorrei fermarmi per sempre, che Barcellona è il mio posto nel mondo.

Ma poi c’è Los Angeles, la California, l’America..quel sogno ancora più grande che è lì, che aspetta, aspetta di essere realizzato…voglio vedere l’America. Voglio viverla. Tutta.

Ogni sera prima di dormire guardo il mondo davanti a me e quelle luci, le luci della Città degli Angeli in cui ho promesso di tornare ancora. Si ancora.
Quella mappa e quella foto sono lì, appesi alla parete, come a volermi ricordare ogni giorno che non ho viaggiato abbastanza, che il mondo è ancora tutto lì che mi aspetta.

mappamondo viaggiare

E allora mi chiedo se mai troverò davvero un posto che mi faccia dire “Ok, mi fermo qui”.
Come puoi sapere se è davvero quello il posto giusto per te, se non hai prima visitato il mondo intero? O quantomeno, hai cercato di farlo? 😉

Io da sempre dico che Barcellona è il mio posto nel mondo ma quanti paesi ancora devo visitare….e se vivessi bene in Thailandia o in Argentina?
Forse Barcellona è la città in cui sempre tornerò, ma io il resto del mondo lo voglio vedere…

tatuaggio aereo

Guardo il mio aereo tatuato sul braccio e penso ai paesi che vorrei tanto conoscere, a quei mondi lontani che puoi dire di conoscerli davvero solo dopo averli vissuti.
E non parlo di una vacanza, parlo di una esperienza di vita.
Australia, Nuova Zelanda, India, Filippine, Vietnam, Cambogia, Thailandia..e poi, Sudafrica, Costa Rica, Perù, Brasile, Messico, Argentina, Cile…
E gli Stati Uniti..California, Texas, Louisiana, Alabama, North Carolina, Florida…

Ma perché viaggiare. Perché ci sono persone che sentono così forte la necessità di viaggiare?

Girare il mondo intero è una di quei desideri assurdi che vivono nella mia testa da sempre ed una delle prime domande che mi viene in mente, è: “Ma tutti quelli che dicono che hanno mollato tutto e sono partiti, ma di che cosa sopravvivono?”

E qui entrano in gioco le mille ipotetiche variabili legati a quei lavori straordinari ed assurdi che la gente fa viaggiando: c’è chi fa le faccende domestiche o si prende cura degli animali domestici in cambio di vitto ed alloggio, chi lavora nelle fattorie, chi prende parte a programmi di volontariato in cambio di vitto e alloggio, chi fa l’insegnante, chi fa il digital nomad…

L’arte di viaggiare senza soldi. Così viene chiamata.

Io sono una di quelle sognatrici che più legge e più sogna, più si documenta e più pensa che si, è possibile farlo. E’ possibile partire, girare il mondo e arricchire la propria vita con nuove esperienze.
Da un lato la razionalità mi dice che devo mettere la testa a posto, fermarmi e decidere dove stabilirmi, dall’altro l’irrazionalità mi dice che è importante inseguire i propri sogni ed i propri istinti.
Quella mappa appesa al muro non è ancora colorata abbastanza. Devo viaggiare.

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole” (Charles Baudelaire)

scoprire Australia viaggiare

Nel mondo dei travel bloggers c’è sempre e ci sarà sempre qualcuno che ha viaggiato più di me, che fotografa e racconta di luoghi e persone meravigliosi.
E allora ho pensato di contattare alcune amiche travel bloggers con con cui in questi ultimi anni ho condiviso viaggi ed esperienze, alcune le ho conosciute di persona, altre non ancora…e c’è chi il giro del mondo l’ha già fatto…e ho deciso di far loro queste due domande:

  • Mollare tutto e partire. Tu lo faresti?
  • Se avessi la possibilità di stare via almeno qualche mese, che continente e destinazioni sceglieresti?

C’è chi mi ha risposto di si, chi mi ha risposto di no, dalla Giordania all’Australia, dal Sud America all’Asia… pensieri che raggiungono ogni lato del pianeta.

Cristina di Crinviaggio

Me la sono posta molte volte questa domanda, e la risposta rimane sempre: “Sì, mollerei tutto per partire.”
Certo che tra il dire e il fare ci passano in mezzo molti mari, molti dubbi, molte considerazioni. Una volta, otto anni fa, stavo cominciando a fare tutte le carte per trasferirmi in California, in Orange County: wow! ero emozionata, pensavo già ad una nuova avventura, un nuovo lavoro ecc…nel mentre sono rimasta incinta e non sono più partita. Avrò fatto bene o male?…per mollare tutto e partire c’è sempre tempo!

Qualche anno fa mi era stato chiesto di trasferirmi in Giordania. Ci ho provato, ci sono andata un paio di volte, per un po’ anche con il bambino, per vedere come sarebbe potuta essere la vita in una cultura così lontana dalla mia. Non è stato facile, per lo meno non per me come donna e non per un bambino che sarebbe dovuto crescere in un luogo senza parchi e corse in bicicletta…

Ora la penso diversamente, mio figlio è cresciuto e se avessi la possibilità di stare via qualche mese, lo passerei in Medio Oriente, in Giordania. C’è un mondo da scoprire, e piatti unici da mangiare…e poi è un’oasi sicura!

Milena di Bimbi e viaggi

No, non credo che potrei farcela. Se ti dicessi il contrario mentirei a me stessa.
Ci ho pensato tante volte, a dir la verità, soprattutto perché viviamo in una società nella quale non mi rispecchio. Ma ho radici troppo profonde qui per riuscire a prendere una decisione così drastica.
Una cosa però è certa: questo non è il mondo in cui vorrei far crescere mia figlia e spero davvero con tutto il cuore che lei abbia più coraggio di me.
La mia speranza è che tutti i viaggi che abbiamo sempre fatto da quando è nata, l’aiutino a maturare in sè quello spirito libero e curioso che magari un giorno la porteranno a vivere in un ‘mondo migliore’.

Se potessi partire per un viaggio di qualche mese, andrei certamente con lei (e con mio marito) per un bel round the world. Userei quei mesi per farle vedere il mondo da più angolazioni possibili e per farle vivere la diversità in tutte le sue forme. Insomma, ne approfitterei per farle ‘dare un’occhiata’ da cui magari potrà poi capire qual è l’angolo di mondo che fa per lei.

Silvia di The Girl with the Suitcase

In un certo senso l’ho fatto l’anno scorso proprio in questo periodo, nel senso che mi sono dimessa dall’azienda in cui lavoravo, ho fatto un biglietto per Singapore alle 5 del mattino con le gambe che mi tremavano e un mese dopo sono partita per raggiungere the boy with the suitcase che in quel periodo lavorava là. Siamo poi andati a Bali e ricordo quel viaggio come una transizione tra la mia vita di prima e quella di ora. Oggi sono freelance, ho aperto la partita iva e sto cercando di lavorare scrivendo e viaggiando, il mio sogno insomma.

Se invece dovessi stare via dei mesi, sceglierei sicuramente l’Australia per girarla tutta. Il mio sogno è di prendere in braccio un koala, il mio animale preferito.

Federica di  Viaggi e Delizie

No, non lo farei. La vita che mi sono costruita mi è costata molti sacrifici e adesso mi appaga completamente per cui in questo momento la risposta è no.

Un viaggio più lungo del mio standard (circa 3 settimane d’estate) è un sogno cui penso molto spesso. Se potessi stare via qualche mese, sarebbe un’esperienza che sono sicura mi porterebbe a cambiare il mio approccio al viaggio.
Probabilmente per la prima volta non sentirei l’esigenza di programmare ogni tappa ma assaporerei un ritmo più lento e improvvisato in cui ogni giorno si possa decidere il da farsi solo seguendo la sensazione del momento. La destinazione che sceglierei potrebbe essere il Sud America che mi affascina molto o l’Asia, continente sul quale non ho ancora messo piede.

Manuela di Pensieri in viaggio

Sì, mollerei tutto, ci ho pensato più volte. Mi piacerebbe mettermi alla prova per un po’ di mesi. Sicuramente sceglierei l’Asia, che considero un po’ la mia comfort zone.

Vorrei girare tutto il sud est asiatico e approfittarne per incontrare alcuni amici blogger (e non) sparsi nel mondo.

Rachele di Surfing the Planet 

Lei il giro del mondo l’ha già fatto e a lei ho fatto queste domande:

Cosa ti ha spinto a farlo e quale è stata la motivazione più grande che ti ha fatto dire “Si posso farcela!” ?

A dire la verità non c’è stato qualcosa che mi abbia spinto a “scappare”, tipo una delusione d’amore, o una insoddisfazione nel lavoro ecc.. il viaggio attorno al mondo l’ho fatto perché lo volevo fare, per la mia grande voglia di viaggiare, vedere posti nuovi e conoscere nuove culture. Da sempre mi hanno affascinato le feste tradizionali e le culture locali e scoprire che in un altro paese ci sono usanze diverse dalle mie. 

Ció che mi ha fatto dire “Si puó fare” piú che “Si posso farcela” è stato conoscere persone che giá lo avevano fatto.

La paura più grande prima di partire?

Diciamo che il mo piano originale era partire da sola, solo che mentre stavo mettendo a punto il viaggio ho conosciuto Gábor, adesso mio marito, che aveva lo stesso mio progetto e cosí siamo partiti assieme. Ovviamente in due, le paure sono diverse rispetto a quelle che avrei avuto se fossi partita da sola.

Non avevamo paure sul viaggio, la nostra paura piú grande era l’incertezza di cosa avremo fatto al ritorno, dato che avevamo lasciato un lavoro fisso. Al rientro poi Gábor ha trovato lavoro abbastanza presto mentre io, ci ho messo qualche mese in piú, ma alla fine non ci siamo pentiti per nulla di avere lasciato tutto per viaggiare anzi, stiamo lavorando proprio per riuscire a risparmiare e ripartire!

E io invece ora, che faccio?? 

Un grazie speciale alle travel blogger che hanno partecipato e invito tutti a rispondere a queste domande, fatelo nei commenti o scrivetemi via mail, posso raccogliere tutte le risposte in un altro post! 😉

…ed oltretutto, con le vostre risposte, mi aiutereste a capire se sono pazza a pensare a tutto questo o se ci sono altre persone che farebbero lo stesso… 😉

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16 commenti su “Perché viaggiare. Quando l’unica cosa a cui pensi è partire…

  • Maira Marconi

    MOLLARE TUTTO E PARTIRE. TU LO FARESTI?
    D’istinto ti rispondo: SI’, SUBITO. Anche senza un soldo in tasca. Poi però, subentrano l’età, la coscienza, i problemi e quant’altro. Non sono i soldi che mi spaventano: sono anni che vivo con le pezze al c*** e me la sono sempre cavata. Ho spirito di adattamento da vendere e una curiosità smisurata di conoscere gli altri e ciò che li circonda. Amo camminare in nuove strade e lo faccio ogni giorno, anche nel piccolo, perchè c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere e da scoprire. Poi però… torno con i piedi per terra e, a volte, ci sono ragioni più grandi di te, che ti tengono inchiodata.

    SE AVESSI LA POSSIBILITA’ DI STARE VIA ALMENO QUALCHE MESE, CHE CONTINENTE E DESTINAZIONI SCEGLIERESTI?
    Beh sì, qualche mese me lo concederei volentieri. Destinazioni? Troppe!!!
    Tornerei subito a Berlino, città che mi hai fatto conoscere tu e di cui mi sono innamorata.
    Tornerei a Valencia per perdermi in quei posti da fiaba. Ho lasciato un pezzo di cuore lì.
    Andrei a New York per studiare la grande mela, perdermi in quell’atmosfera da film e vivere un po’ il mio sogno di Carrie scrittrice con vestiti fighissimi.
    Andrei in Brasile per la lingua che mi fa impazzire.
    Andrei andrei andrei… farei il giro del mondo in 80 giorni per vedere più cose possibili. Credo che non ne avrei mai abbastanza.

    E poi ci sei tu! Che in questi sogni mi ci fai continuare a credere.

    Posso solo consigliarti di non fermarti in nessun posto. Viaggiare è un modo di vivere. E’ il tuo modo. E non hai bisogno di avere una fissa dimora, un tetto, una famiglia… Arriveranno anche quelli, ma verranno in viaggio con te!

  • Monica I Viaggi di Monique

    Hai detto California e Stati Uniti? Ho ancora nel cuore il mio viaggio e non nascondo che mi piacerebbe un’esperienza di vita proprio in California (come ha fatto mio cognato due anni fa, ha mollato tutto per amore ;).
    A livello di lavoro faccio ciò che mi piace, sono libero professionista e potrei fare questo lavoro un po’ovunque, ma non riuscirei a mollare tutto e partire per vivere nell’incertezza.
    Amo viaggiare e scoprire posti nuovi,ma prima di affrontare una nuova vita chissà dove, per come sono, dovrei davvero aver già organizzato il tutto, ma soprattutto per me ciò che conta sono gli affetti che ho qui, e partire sarebbe davvero dura. Buoni Viaggi! Monica

    • Martina L'autore dell'articolo

      Mmm ti capisco! Ma di fatto l’idea di partire così all’avventura spaventa anche me, ma è così tanta la voglia!!! 🙂 Chissà se prima o poi lo farò!

  • Viaggio con la fotografia - Ilaria Fenato

    Ciao Marty! Bell’articolo.. Ti rispondo anche io, dicendo che mollare tutto e partire sarebbe bello ma lo farei se non avessi nulla da perdere. Mi sono costruita una vita lavorativa indipendente qui con tempo e fatica; mi dispiacerebbe perderla. Ma mi piacerebbe, rispondendo alla seconda domanda, stare via qualche mese e sceglierei sicuramente l’Irlanda come meta, oppure inghilterra/scozia. Sono zone che ho amato da quando ho inziato a guardare oltre i nostri confini e non le ho mai lasciate. In ogni caso, questo è certo, tornerò spesso a visitarle 😀
    Aggiungo che, essendo molto lunatica, non posso escludere che visitando i luoghi che più amo non decida di restare prendendo una decisione all’improvviso. Sarebbe molto da me ^_^ In fondo, l’unica regola generale, dovrebbe essere quella di fare quello che ci fa stare bene <3

    • Martina L'autore dell'articolo

      Esatto, ben detto! la regola generale dovrebbe essere quella di fare quello che ci fa stare bene! E’ vero, gli ostacoli sono tanti ma bisogna crederci sempre! Io non so se riuscirò mai a fare quello che ho detto in questo articolo, ma la voglia c’è e anche tanta….devo fare ordine prima e decifrare il mio caos mentale, e poi chissà! 😉

      • Elisa

        Non so se per te è uguale ma leggendo,il tuo articolo penso che tu sei molto simile a me …. io sono anni che dico le stesse identiche cose ma mi trattiene il fatto che non ho nessuno vicino che la pensa come me e mi dice andiamo …. quella è la sola cosa che mi trattiene se avessi una persona che crede veramente in questa cosa non facile che comporta sacrifici forse tanti soprattutto all’inizio ma disposta a crederci io ho la valigia pronta …. tanti amici sono partiti santo domingo panama jamaica Brasile ma con l’idea di vivere in vacanza è tempo 2/3 anni tutti tornati senza una lira quello non è lo spirito giusto X partire cambiare vita …. basta qualche anno di sacrifici ma poi puoi dire questa è vita !!! Non quella qui in Italia quello che era il paese più bello del mondo ormai è fallito… qui non vivi sopravvivi …. e sai cosa ti dico la vita è una ed è meglio viverla !!!!!

  • Elisa

    Leggendo questo articolo ho trovato tutto quello che penso io …. come se lo avessi scritto io … le stesse sensazioni le stesse paure i dubbi la voglia di fare questa cosa partire andare ma poi ti fermi a pensare è tutto diventa difficile …. vorrei veramente conoscere e parlare con la,persona che ha scritto questo ….

    • Martina L'autore dell'articolo

      Ciao Elisa, piacere sono Martina! 😉
      Se vuoi chiacchierare sono qua! Sarà forse un po’ difficile incontrarsi di persona però possiamo farlo attraverso i social se vuoi! 🙂

  • Elisa

    Ho trovato questo articolo per caso scrivendo su Google “aver voglia di viaggiare”. Sì, perché ultimamente il desiderio di fare la valigia e partire alla scoperta di nuovi paesi, di nuovi posti è tanta, così come i tutti i motivi che mi costringono a restare qui a Milano e che vorrei proprio ignorare, ma non riesco. Questa voglia irrefrenabile di uscire dall’Italia, di andare all’estero per la prima volta nella mia vita ed esplorare ciò che c’è oltre il “Bel Paese”, è nata da qualche mese eppure è così forte che la mia mente è sempre intenta a fantasticare su come potrebbe essere il primo viaggio, dove andrei, quali posti visiterei, quale lingue mi piacerebbe imparare e dove vorrei vivere (sì, perché più il tempo passa e più mi rendo conto che io in Italia non voglio restare). Questa sensazione, devo dire che un po’ mi spiazza, perché non ho mai avuto la necessità di viaggiare, mi sono sempre immaginata vivere una vita monotona nella mia città, vicina alla mia famiglia, magari abitare in un appartamento vicino ai miei genitori, così da non far sentire a mia mamma (iperprotettiva) la mia mancanza.
    Forse, saranno i ventun anni, sarà che sto imparando a conoscermi ad avere delle mie proprie ambizioni, che si distaccano un po’ da ciò che gli altri hanno sempre immaginato per me, ma ho davvero tanta, tanta voglia di partire alla scoperta del mondo per trovare anche il mio posto nel mondo.
    Ciò che mi blocca e non mi spinge ad organizzare davvero un viaggio, è la paura. La paura dell’ignoto, del distacco dalla mia famiglia, la sensazione di sentirmi egoista per voler lasciare mia mamma (che so, soffrirebbe tanto per la mia partenza); il timore di deluderla e che possa sentirsi offesa, abbandonata per questa mia decisione. Mio fratello ha passato il Natale a Madrid con degli amici e lei si è sentita quasi tradita, è stata male per tutti i tre giorni in cui è stato via ed io, che ho vissuto la sua sofferenza, non voglio fargli provare lo stesso. Allo stesso tempo, però, non riesco a controllare, nè a respingere questo bisogno di cominciare a viaggiare. Lei mi dice che se voglio posso organizzare un viaggio, ma devo trovare prima qualcuno con cui andare, altrimenti non sarebbe assolutamente d’accordo e non vuole che io vada oltre i Paesi con cui confina l’Italia, mentre io vorrei visitare l’America, l’Asia Orientale e tantissimi altri posti che non si trovano in Europa. Un altro ostacolo è rappresentato dai soldi, non lavoro abbastanza per potermi permettere di viaggiare (perché studio e più di un lavoretto saltuario e/o a chiamata non posso permettermi). Sono combattuta e non so cosa fare, come posso superare questi limiti e fare ciò che più desidero in questo momento: conoscere il mondo attraverso il viaggio.

    • Martina L'autore dell'articolo

      Ciao Elisa, capisco benissimo tutte i tuoi dubbi e le tue paure e le ho provate anche io, prima di decidere di partire ( e ho ben 12 anni più di te). Se hai questa sensazione, se senti che pesti i piedi, se senti questa voglia di scoprire il mondo, FALLO! La vita è tua e devi fare quello che ti senti di fare…non avere fretta, ragionaci un po’ su, magari lavora un po’ e metti da parte qualche soldo, parlane con tua mamma e falle capire che questo salto alla scoperta del mondo ti renderebbe felice. Lei si arrabbierà, ma riuscirà anche a capirti e sarà poi soddisfatta delle scelte che farai, ne sono certa! E te lo dico per esperienza!! Non ti limitare, e ti assicuro che fuori da quello che viene chiamato il Bel Paese, c’è tanto altro di meravigliosamente fantastico!!! Un abbraccio, Martina

      • Alessia

        Ciao Martina.. Anche io come te sento sempre più la voglia di partire! Ho sempre adorato viaggiare, grazie alle ferie dal lavoro riesco a fare almeno un viaggio l anno però non mi basta più! Mi sento incompleta, non so spiegarmi! Ho sete di conoscenza e sono pronta a mollare tutto! Ho Un lavoro a tempo indeterminato, un mutuo ancora da pagare ma non sono spaventata! Farei il biglietto domani.. Sai vorrei fare un lavoro ke mi permetta di viaggiare spesso.. Scrivere dei posti che visito e far innamorare attraverso i miei racconti altri futuri viaggiatori!! Sento ke quella ke sto vivendo ora non è la mia vita e ho paura di perdere tempo.. Diamoci forza a vicenda

        • Martina L'autore dell'articolo

          Ti capisco benissimo Alessia! Noi con questo animo da viaggiatrici ci sentiamo spesso incomplete perché siamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e stimolante, perché il nostro lavoro fisso non ci interessa e siamo più attratte dall’avventura e dall’ignoto.
          Se senti di essere pronta a mollare tutto, allora fallo!! 😉