Fare un’esperienza all’estero è l’insegnamento di vita più importante 2


Silvia

Ho 37 anni e vengo da Torino. Ho studiato Antropologia.
Vivo a Bruxelles da 4 anni con Simone e qui ho avuto un bambino che ne ha quasi 2.

A Bruxelles ho lavorato per una rete di ONG che si occupa di diritti umani in Centro America. Poi ho fatto un Master di un anno e nel frattempo ho avuto il bimbo e finito il master. Ora cerco nuovamente lavoro.
Tutte le info su di me le trovate sul mio blog –  Inside The Destination – e anche su mio figlio in “I viaggi di Sebastiano“.

Silvia dream travelers Bruxelles

Cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia? 

Le ragioni sono state due. La prima la mia insoddisfazione lavorativa: da più di un anno non riuscivo a trovare un lavoro stimolante, ma soltanto impieghi temporanei e “tappabuchi” fuori dal mio percorso professionale.

La seconda, è stata la necessità di fare una nuova esperienza di vita all’estero. Dopo diverse esperienze all’estero è riemerso la mia indole da antropologa e la mia voglia di esplorare: vivere tutta la vita nello stesso posto non fa per me!

Hai scelto Bruxelles. Perché hai scelto proprio “lei”?
Dimmi un pregio ed un difetto di questa città

Dopo aver vissuto per brevi e lunghi periodi a Dublino, Siviglia, Lisbona, Leon (Nicaragua) e La Paz (Bolivia), per la prima volta nella mia vita non partivo da sola, ma in coppia. Il mio compagno, stanco del suo lavoro a Torino, ha ricevuto un’interessante proposta a Bruxelles, così siamo partiti.

memoriale vittime 22marzo bourse Bruxelles

Un pregio: a Bruxelles puoi sentire parlare tutte le lingue e conoscere persone di tutte la nazionalità, infatti è la seconda città più multiculturale al mondo.
A Bruxelles il tuo vicino è indiano, congolese, cinese, peruviano. Bruxelles è convivenza tra diverse culture, rispetto, apertura al nuovo. E’ la città dei festival e degli eventi, dove tutto e tutti vengono festeggiati: dalla festa dell’indipendenza boliviana al capodanno cinese, non si esclude nessuno!

(Qualche) difetto: a) Il tempo belga, è imprevedibile in qualsiasi stagione. E’ piuttosto temperato, con inverni non freddi ed estati non calde. Ma non potete prevedere mai che vestiti mettere per uscire di casa: potrete trovare un sole caldo a febbraio o una pioggerellina pungente a luglio.

b) Bruxelles non affascina il turista come le altre capitali europee, non propone splendidi panorami. La sua particolarità è da cercare nelle sue piccole piazze e della diversità dei suoi quartieri.

c) Sicuramente questo è stato un anno difficile per Bruxelles. Gli effetti di guerre sempre più vicine a noi hanno sconvolto la quotidianità della città. Ma la gente non ha mai mai smesso di fare la vita di sempre, gli eventi sono continuati, si va avanti, senza paura.

mont des arts Bruxelles

Il tuo posto preferito in città.

Forse posso citarne due a pari merito. Il prima è il quartiere di Marolles, l’angolo più antico e popolare del centro, regno degli antiquari e dei bar storici, si sviluppa attorno alla piazza Jeu de Balle (dove ogni mattina c’è il mercato delle pulci).

Il secondo è il Parvis de S.Gilles, la piazza principale del mio quartiere, confinante con Marolles. Al Parvis le case sono splendide, molte in stile art nouveau. Al mattino c’è il mercato ed il pomeriggio e la sera i dehors dei suoi bar sono sempre pieni ed è un vero e proprio punto di ritrovo del quartiere.

Un consiglio per coloro che vogliono trasferirsi a  Bruxelles

Bruxelles è un’ottimo posto per un’esperienza all’estero, grazie al suo ambiente internazionale, tutti si sentono a casa. E’ una città a misura d’uomo, quindi non troppo grande.

Con qualche risparmio, si può stare qualche mese a cercare lavoro grazie al fatto che è molto meno cara di altre capitali europee come Londra o Parigi.
Tenete presente però che negli ultimi anni il numero di arrivi è cresciuto in maniera esponenziale e quindi trovare il lavoro ideale non è così scontato.

Follow your dreams. Qual’è il tuo sogno più grande?

Lavorare per un’organizzazione non governativa sul tema dei diritti umani. Poter fare sempre nuove esperienze, reinventarsi sempre e a lungo termine e poi, magari, tornare a vivere in Italia.

mercato pulci jeu de balles marolles Bruxelles

Per chi sogna di partire ma non ha ancora avuto il coraggio di farlo, che consiglio daresti?

Fatelo assolutamente, un anno almeno. Fare un’esperienza all’estero è l’insegnamento di vita più importante. Insegna ad abbattere i propri metri di giudizio, è una scuola di tolleranza e solidarietà. Amplia le conoscenze personali.

Un anno all’estero equivale a tre a casa. Se non lo fate, quando vi guarderete indietro vi sembreranno tutti uguali. Per quanto mi riguarda, sono i viaggi a scandire gli anni e le stagioni!

The Dream List: tre città che desideri visitare o dove andresti a vivere (almeno per un periodo).

Ci sono troppe città che ancora non ho visto e che mi piacerebbe visitare: tra queste in cima alla lista metterei Teheran, Istanbul e San Francisco.

Vivrei invece un periodo a San Jose (Costa Rica), a Buenos Aires e a Lisbona (per la seconda volta).

Tre parole per descrivere perché dobbiamo viaggiare

Scoprire, conoscere, comprendere.

Ogni luogo ha una storia millenaria da raccontare, quella di tutti coloro che sono passati da lì: scoprirne anche solo un pezzetto o un episodio può farci capire un po’ di più il presente, il presente di tutti.”

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2 commenti su “Fare un’esperienza all’estero è l’insegnamento di vita più importante

  • Katia - Il Miraggio, consigli di viaggio e arte

    Verissimo! Ogni volta che si vive all’estero, quest’esperienza ti cambia e ti fa vedere le cose sotto un’altra ottica. Mi manca molto vivere all’estero e sono in una fase di meditazione di mollar tutto e ritornare in Germania: lavoro che non mi soddisfa, mercato lavorativo fermo o con delle regole pazzesche e tutto mi sta stretto … chissà se riuscirò a prendere il coraggio di partire nuovamente …

    • Martina L'autore dell'articolo

      Ciao Katia! Esatto, quando si vive all’estero si cambia completamente prospettiva!! Io sono cambiata tantissimo da quando sono via e ho la mente molto più aperta e sono molto più “coraggiosa” nelle decisioni da prendere…
      Ora mi aspetta anche un viaggio in Asia, chissà come andrà! 🙂
      Il mio consiglio comunque, se dove sei tutto ti va stretto, è quello di ripartire!