Questa vita qui, da backpacker. Un mese e mezzo dopo 2


La mia vita da vagabonda in giro per il Sud Est Asiatico..

È già passato un mese e mezzo ormai da quando sono partita ed in questo mese ho visitato tantissimi posti, conosciuto un sacco di gente e fatto davvero tante cose. Questo è uno di quei post emotivi e personali, che vale la pena scrivere, ora.

Quando sono partita, un mese e mezzo fa, avevo un obiettivo ben preciso. Volevo raccontare l’Asia, la mia Asia e questo mio nuovo pezzetto di vita che sto vivendo.

Volevo scrivere un articolo a settimana, raccontando passo dopo passo quello che stavo scoprendo, vedendo, conoscendo. Mi è bastata però una settimana per capire che non ci sarei riuscita, perche l’Asia che volevo raccontare attraverso il blog, ho iniziato a viverla giorno per giorno senza avere mai un momento libero. E così sto continuando a fare.

Scriverò certo, ma lo faro con calma quando ne avrò il tempo. Ora mi godo questa vita, appuntando nella mia mente e nel mio quaderno tutte le cose meravigliose che sto vivendo.

Un mese e mezzo. Un mese e mezzo che è volato, tra luoghi magici, sorrisi, abbracci, ricordi pazzeschi. Sinceramente non so neanche da dove iniziare per parlare di questa vita qui, questa vita da vagabonda.

Sto scoprendo una parte di me stessa che non conoscevo e che non credevo di avere. Una Martina che si adatta a tutto, che non si preoccupa quasi più di niente, che accetta tutto con il sorriso senza brontolare o senza ribattere, che vive situazioni inaspettate con il sorriso.

Questa vita da backpacker non sapevo come sarebbe stata, non avevo aspettative. Volevo solo mettermi alla prova. Sono partita in compagnia di 4 amiche ed ora che sto continuando il viaggio da sola, mi rendo conto di quante cose io abbia imparato e sto imparando.

Mi manca Barcellona? Si, ci sono giorni che mi manca da morire. Mi manca il mio appartamento, la mia sala tranquilla dove posso lavorare al computer, la mia stanza, il mio letto comodo, il mio bagno sempre pulito. Mi manca uscire di casa, prendere la bici e raggiungere il centro storico, mi mancano i miei coinquilini ed i miei amici.

Ma poi, ci sono giorni in cui vorrei visitare il mondo intero e tornare a Barcellona il piu tardi possibile. Ho conosciuto ragazzi che sono in viaggio da un anno e che non sanno quando torneranno a casa, ragazzi giovanissimi che si sono presi un anno sabbatico dall’ università e se ne sono andati in Australia a lavorare ed ora, con i soldi guadagnati, si stanno girando il Sud Est Asiatico.

C’e chi è partito per visitare un solo paese, ma è in viaggio da mesi. C’e chi ha trascorso 6 mesi in barca tra le varie isole dell’Indonesia per poi proseguire il viaggio via terra. C’è chi è partito senza avere una meta precisa, ma poi ha deciso di fermarsi da qualche parte, magari lavorando come istruttore di diving, come ne ho conosciuti tanti a Malapascua.

A Malapascua sono stata in un ostello molto carino, molto hippie, pieno di bella gente e messaggi positivi. Un’atmosfera bellissima, un luogo che ricorderò molto bene.

Dopo un mese e mezzo di ostelli, devo dire che ciò di cui ho più bisogno è tranquillità e buona atmosfera. Non mi interessa più se il bagno sia perfettamente pulito oppure no, o se devo condividere la stanza con ragazze o ragazzi.

Per quanto inizi ad essere un po’ stanca di condividere bagni e camere da letto, penso a quante belle esperienze ho vissuto e quante belle persone ho conosciuto negli ostelli.

Il mio mood ora è lasciarmi trascinare dalla corrente. Si impara che ci si può adattare a tutto e soprattutto ti rendi conto che se impari a mettere da parte preoccupazioni e paranoie, si vive molto meglio. Io sto imparando molto e mi sento molto piu leggera.

Quando si è in viaggio, si devono affrontare cosi tante situazioni diverse che non c’e tempo per preoccuparsi, non c’e tempo per pensare. Si affronta e basta.

Parlo delle piccole cose, a cui non si è abiutati: passare da un letto all’altro di un ostello senza preoccuparsi troppo di quanto sia pulito (perche tanto non ti succederà niente), il camminare scalzi negli ostelli e nei locali perché qua questa è la regola, lavare i propri vestiti dove capita e senza una lavatrice, fidarsi di chi sta in camera con te, fare colazione con riso e uovo fritto quando sei abituata a bere sempre e solo un caffè.

Si arriva ad un punto in cui non ti preoccupi neanche più di chiudere a chiave la porta del dormitorio in cui dormi, perché senti che non succederà niente. Questa è una sensazione che adoro. Sentirmi bene, rilassata in ogni circostanza. Questa sensazione di pace e spensieratezza che solo il viaggio può darti. 

Basta tenere tutto sotto controllo. Io che sono sempre stata una a cui piace organizzare tutto, ora non organizzo niente. Posso trovarmi in un ostello e non sapere dove andrò il giorno dopo. Mi avevano detto che sarebbe stato cosi, ed è vero.

Mi dicevano “Vedrai, conoscerai persone, cambierai il tuo itinerario di viaggio, ti aggregherai ad altra gente”. Ed è così.

Quando ero a Cebu City sapevo che sarei rimasta una notte e che poi sarei andata a Malapascua. E così è stato ma non sono andata da sola. Mi sono aggregata ad altri ragazzi dell’ostello e tutti assieme siamo partiti.

Da Malapascua pensavo di andare a Bohol, ma in poche ore ho cambiato idea ed insieme ad altri ragazzi sono arrivata qui, a Camotes Islands, dove sono tutt’ora.

Questa vita qui, un po’ vagabonda, è strana. È piena di opportunità e di belle sensazioni. Volevo visitare la Cambogia ed il Vietnam, ma ora sto pensando all’Australia o il Myanmar.

Quanti luoghi vorrei visitare. Più viaggi e piu vuoi viaggiare. Ed inoltre, tutte le persone che conosci, hanno viaggiato più di te, succede sempre così!

E ti riempiranno di racconti, di ispirazione..vorresti salire su di una barca e viaggiare per qualche mese, noleggiare un van e percorrere l’Australia, scegliere un’isola e rimanerci per un po’.

Quello che ho visitato io in questo mese e mezzo

Sono partita da Bangkok, per poi andare a Kanchanaburi, Ayutthaya, Chang Mai e Chang Rai.

Sono scesa verso le isole: Krabi, Ko Lanta, Ko Kadran Phi Phi Islands, Ko Yao Noi, Phuket.

Ho preso un volo per Singapore dove sono rimasta 3 giorni e poi un bus che mi ha portato a Kuala​ Lumpur, dove sono rimasta 2 giorni e mezzo.

Da Kuala Lumpur ho preso un aereo per la Filippine e sono atterrata a Cebu City dove sono rimasta un giorno, per poi prendere una barca e raggiungere l’isola di Malapascua. Da lì, ho raggiunto Camotes Islands.

Dove vorrei andare

Vorrei stare nelle Filippine un mese, il tempo massimo concesso con il visto turistico. E poi vorrei andare in Vietnam, ma mi piacerebbe anche l’Indonesia, l’Australia o il Myanmar.

Sai qual’è la cosa più bella del viaggiare tra backpackers? Nessuno ti chiede “Ma come fai a viaggiare cosi tanto?, nessuno ti fa i conti in tasca, c’è solo tanta voglia di scoprire, tanta curiosità, c’è la voglia di sapere la storia di ognuno.

Le domande principali sono:

  • da quanto stai viaggiando?
  • perché hai scelto questo paese?
  • qual’e la tua prossima tappa?

Quale sarà la mia? Enjoy the life! 😉                                                                                                                                                                                                                                                             


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