Il potere rilassante dell’acqua. Il mio viaggio tra le isole del Sud Est Asiatico


Navigando tra le acque del Sud Est Asiatico

 Che io abbia sempre amato il mare non è una novità. È uno dei luoghi migliori per rilassarsi, pensare, riflettere. Dove ogni male o pensiero strano viene spazzato via. Ed il mare del Sud Est Asiatico, è uno dei più belli che abbia visto…

Il mare è il posto dove rilasso la mente, il corpo, dove rifletto. Questo viaggio mi sta facendo trascorrere un sacco di tempo in luoghi di mare, nell’acqua, osservando l’orizzonte e non c’è niente di più bello per me.

Sto iniziando a pensare che trascorrere un po’ di tempo su di una barca non sarebbe male. Da quando sono in viaggio, ne ho conosciute di persone che hanno vissuto qualche settimana in mezzo al mare e tutti mi hanno descritto l’esperienza come qualcosa di impegnativo ma allo stesso tempo affascinante e meraviglioso.

Cosa può essere navigare per giorni, pescando, godendo del sole, il mare, il sale sulla pelle, vivendo semplicemente con un po’ di riso e con quello che peschi ogni giorno insieme ai tuoi compagni di viaggio.

Io la vita in barca non l’ho mai vissuta, ma di barche e traghetti in quest’ultimo mese e mezzo ne ho presi tanti, di spiagge ne ho viste parecchie, di tramonti altrettanti. Ammetto, non sono mai stata così rilassata in vita mia.

La pace che ti regala un mare piatto, le sue sfumature e tonalità di colore, il rumore delle onde, i pesci colorati, l’odore della salsedine, i riflessi delle nuvole sull’acqua, i riflessi della luna sull’acqua di notte.

Le isole ed il mare della Thailandia

Il mio viaggio nel mare del Sud Est Asiatico è iniziato con Krabi, nel Mare delle Andamane.

Krabi è una località piuttosto turistica in verità, piena di locali, ristoranti e negozi di souvenir per turisti. Le sue spiagge però sono incantevoli, come la spiaggia di Railay e Tonsai, i cui panorami mi hanno ricordato subito la tipica immagine che riflette le spiagge della Thailandia.

Come mi immaginavo il Sud della Thailandia, così è Krabi: le sfumature verdi dell’acqua, le longtail che ti trasportano da una spiaggia all’altra, le rocce sull’acqua tipiche di questo passaggio thailandese.

Sono rimasta a Krabi tre giorni e poi dal porto di Ao Nang ho preso un traghetto che mi ha portato a Ko Lanta. Se Krabi risulta essere piuttosto turistica, Ko Lanta è molto più autentica e senza troppo turisti in giro.

Io mi sono diretta verso il Sud dell’isola, dove ho trovato un ostello super carino ed una spiaggia tranquilla, dove godersi la quiete con musica di sottofondo, qualche locale dove rilassarsi distesa su di un’amaca con un buon batido di frutta.

A Ko Lanta ho preso parte ad un’escursione e ho raggiunto l’Isola di Ko Kadran: un paradiso!! Hai presente le spiagge bianche bianche ed il mare cristallino? Il tipico mare che io avevo sempre sognato..

Finalmente ce l’avevo davanti a me! Un’isoletta piccola con qualche guest house, resort e baretto sulla spiaggia..Ed un’acqua spettacolare! Quest’isola si può raggiungere solo prendendo parte ad un’escursione o noleggiando una barca privata ( ma che ha costi molto più alti).

Dopo aver trascorso qualche giorno a Ko Lanta, ho raggiunto Phi Phi Islands. Una splendida atmosfera, spiagge e acqua molto belle, ma lo devo dire….. Esageratamente turistica! È l’Ibiza del Sud Est Asiatico.

Qui si trova anche la famosissima Maya Bay, conosciuta per il film “The Beach” che vede protagonista​ l’attore Leonardo di Caprio. Io per scelta, ho deciso di non andare a vederla, soprattutto dopo aver ascoltato le opinioni di un po’ di persone.

Se vuoi godere dell’isola in totale tranquillità, devi raggiungerla alle 6 del mattino ( e ci sono agenzie che organizzano tour la mattina presto), perché già dopo le 7\8 del mattino, l’isola si riempie di barche e di turisti di ogni nazionalità pronti a scattare la foto ricordo che ormai tutti conosciamo.

Io ho preferito godermi le spiagge meno affollate, farmi un giretto in kayak, godermi il tramonto in una caletta semi deserta raggiungibile attraversando la “,giungla” o quasi ( “fitta vegetazione” diciamo così, e con un’umidità a livelli massimi :D)

Phi phi Islands merita nonostante la confusione, perché a mio avviso ti permettono di vedere, come ogni isola della Thailandia, i molteplici aspetti di questo paese. Si può passare da un’isola super tranquilla ad un’isola piena di gente, con locali di design e feste sulla spiaggia. Il giusto mix che può servire se si trascorrere un mese in questo paese.

Di fatto, dopo Phi Phi, ho raggiunto Ko Yao Noi e l’impatto è stato forte, a partire dall’arrivo al porto ancora in costruzione!! Da Phi Phi Islands ho dovuto fare un giro un po’ assurdo, tornando in barca a Krabi, prendendo un bus per spostarmi in un altro porto, da dove poi ho preso una barchetta che mi ha portato a Ko Yao Noi.

Il porto di Ko Yao Noi era una sorta di palafitta! 🙂 Qualche pezzo di legno incrociato che creava una passerella per raggiungere la terra ferma. Per salire sulla passerella, ho dovuto arrampicarmi aiutata da giovani thailandesi che mi hanno poi successivamente tirato le valigie da prendere al volo… Un’esperienza!

Nel Sud Est. Asiatico è così, c’è da aspettarsi un po’ di tutto. Ma il bello è proprio questo.

Ko Yao Noi mi ha regalato pace, tranquillità​, ottimo cibo e pomeriggi di serenità.

E poi come ultima tappa, ho raggiunto Phuket. Un mix tra turismo e vita locale, lunghe spiagge dorate, mare cristallino, lunghe camminate, serate in compagnia.

Le isole ed il mare delle Filippine

Attualmente mi trovo nell’isola di Palawan, una delle isole considerate tra le più belle al mondo.

Sono nelle Filippine da circa 20 giorni e ne sono completamente innamorata. Il paese che più mi ha colpito, che sta vincendo su tutti i paesi visti fino ad ora.

E poi il suo mare, la pace che mi regala, i tramonti, la vita di mare, dei pescatori, dei bambini che giocano in acqua tra un catamarano e l’altro. La vita qui è semplice, davvero molto autentica e rurale…Sono tornata indietro negli anni, forse nei secoli…

Ho iniziato con Malapascua, piccolo isolotto lungo 3km e largo 1km e mezzo. Qui viene chi ama fare immersioni, perché il fondale marino è molto ricco di tante specie animale, coralli e soprattutto per i più temerari, si può scendere in profondità e nuotare con gli squali!!

Io mi sono limitata a godermi il mare, questo mare prezioso che brilla. Quando trascorro un po’ di tempo osservando il mare penso a quanto potrebbe essere felice la vita se si vivessi solo di questo, non serve tanto per essere felici: quando ti svegli ogni mattina in un luogo così, che cos’altro si può desiderare? 🙂

L’isola di Kalangaman si trova ad un’oretta di catamarano da Malapascua. Una striscia di sabbia, due capanne di bambù e nient’altro. Davvero esistono posti così? 🙂

Camotes Islands mi ha rubato un pezzo di cuore: la vita autentica, la generosità delle persone, le spiagge spettacolari, la vegetazione, le palme.

Ed ora sono qui, alla scoperta di Palawan, considerato un paradiso da molti.E credo lo sia davvero…

Ad ogni isola dedicherò un post perché ho tantissimo da raccontare. C’è così tanta vita da descrivere, così tante emozioni. Questo è un piccolo riassunto che ha come il tema lui, il mare. Un posto che non smetterà mai di rendermi felice….

INFORMAZIONI UTILI:

Spostarsi da un’isola all’altra è piuttosto semplice anche se ci vuole molta pazienza (soprattutto​ nelle Filippine). I viaggi sono un po’ lunghi e le barche a disposizione non sono sempre come te le aspetti! 🙂

In Thailandia però sono molto ben organizzati e sono tantissime le agenzie dove poter acquistare i biglietti. Per ogni tratta spesso ci sono diversi orari tra cui scegliere e l’orario di partenza è sempre stato rispettato.

I prezzi in Thailandia variano tra i 350/400 Baht per spostarsi da un’isola all’altra. Diversi è il prezzo delle escursioni (per Ko Kadran ho pagato 700 Baht, ma ci sono tour che sono anche molto più cari)

Per le Filippine, il prezzo può variare dai 150 ai 250 pesos. C’è da ricordare però che non tutte le isole delle Filippine si raggiungono in barca, perché alcune sono distanti tra loro. Per venire a Palawan infatti, ho preso l’aereo dall’isola di Cebú.

 

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