Gioie e dolori del rientro. Un viaggio lungo 7 mesi che non finirà mai….


La vera sfida comincia il giorno in cui rientri a casa

Sono tornata a casa da quasi due mesi e non c’è giorno in cui io non pensi al viaggio che mi ha stravolto anima e mente.
Sette mesi di viaggio che sembrano non finire mai, perché la mente continua a tornare indietro nel tempo, i ricordi riaffiorano ogni giorno, le fotografie mi ricordano ogni singolo istante vissuto, lo zaino ora messo sull’armadio mi ricorda che un po’ di mesi fa sono partita davvero.
Quel 7 febbraio sono partita davvero.

E da quando sono tornata, dopo aver disfatto quello zaino che ho portato in spalla per mesi, pieno di tutto ciò che è stata la mia vita per 7 mesi, la scena che si ripete è sempre la stessa: io che guardo nel vuoto, sdraiata sul letto o affacciata alla finestra, con gli occhi lucidi mentre ripenso a quei giorni…
Lo faccio almeno una volta al giorno, da quando sono tornata.
Sempre con gli occhi lucidi, a volte sorrido e a volte piango a dirotto.

borobudur indonesia

Tempio di Borobudur – Indonesia

Basta una foto, una canzone od una sola parola..ed in pochi secondi la mia mente torna dall’altra parte del mondo, mentre facevo autostop per raggiungere un parco naturale in Australia, quando ho cantato al karaoke tutta la notte nelle Filippine, mentre osservavo le stelle in una spiaggia dell’Indonesia, quando correvo con i bambini con cui ho fatto volontariato,…e potrei non smettere più.

7 mesi che sono volati ma che allo stesso tempo, se ci penso, sono tantissimi.
Tantissimi perché lontano da casa, lontano dalla propria zona di comfort, lontano dalla famiglia e dagli amici di sempre.
Quando il 7 febbraio ho preso quell’aereo con direzione Bangkok, mai avrei pensato che avrei fatto il viaggio della vita. E descrivere a parole quello che ho vissuto è impossibile.
Tutto rimane con me, nel mio cuore e anima.

volontariato filippine

Volontariato nelle Filippine

Ci sono luoghi nel mondo che vale la pena visitare almeno una volta nella vita, ci sono culture che affascinano ed insegnano più di quanto si possa immaginare, ci sono persone che ti rendono la vita migliore, anche se solo per poche ore.
Ho abbracciato e baciato persone incredibili, ho riso tanto, ho pianto, ho percorso migliaia di km, i miei occhi hanno visto più di quanto potessi aspettarmi.
Ho trascorso mesi tra ostelli, su barche, in bus, in tenda, in van. Ho mangiato di tutto e dormito ovunque, su di un’amaca, per terra in casa di completi sconosciuti, per terra in aeroporto, sotto le stelle.

Ho imparato tantissimo. Ho imparato che un sorriso vale più di mille parole e molto più del denaro, che ogni pregiudizio non è altro che un pretesto per dar spazio alla paura per ciò che non si conosce e quanta felicità ti regala abbattere ogni barriera mentale e buttarsi verso ciò che non si conosce.
Ho scoperto che posso vivere con pochissime cose e che posso adattarmi più di quanto pensassi, che la voglia di scoprire è e deve essere più forte della paura.

Ho imparato ad organizzare la mia vita giorno per giorno, superando ogni ostacolo e che nel mondo ci sono migliaia di persone disposte ad aiutarti.
In questo viaggio mi sono innamorata tante volte e mi sono resa conto di quanto sia difficile gestire gli addii anche con persone conosciute per poco tempo ma che ti hanno resa felice.

van australia

Il mio viaggio in van in Australia

Tornare alla vita “normale”

Quando si torna da un viaggio così, come si fa a tornare alla vita “normale”? Quella vita quotidiana che, anche se involontariamente, ti nasconde tutto ciò che il mondo può darti, rendendoti una persona migliore.

E’ un po’ come quando finisce una relazione, i ricordi fanno male, fanno soffrire, ma allo stesso tempo ti fanno pensare a quanto in quel periodo sei stata bene.
E allora ci sono giorni in cui soffri un po’ di più e giorni in cui sai che riuscirai a ritrovare il tuo equilibrio come prima…

Sono rientrata a Barcellona e sono felice ma allo stesso tempo confusa. Confusa e felice.
Una mia amica qualche tempo fa mi ha detto: “Una volta avevi solo Barcellona nel cuore. Ora hai molto di più…
Ed ora, fare ordine nel cuore e nella mente non è facile.

Cosa mi manca di più?

Mi manca la spensieratezza, svegliarsi la mattina senza sapere come organizzare la giornata, ma essere felice comunque, anzi di più. Ho trascorso giornate senza sapere cosa avrei fatto il giorno stesso o dove sarei stata il giorno successivo e quella sensazione di libertà è una delle più belle mai provate.

Una delle cose più belle era perdere completamente la cognizione del tempo, mi è capitato tante volte di non sapere che giorno della settimana fosse, il martedì poteva essere un sabato, il lunedì poteva essere giovedì, etc..
Quando si torna a casa, volendo o non volendo, ci si riempie di responsabilità e di cose da fare. E sai bene quando è lunedì o sabato.

filippine

Palawan – Filippine

Mi manca sentire attorno a me tante lingue straniere differenti o parlare con un gruppo di persone dove 3 o 4 lingue si mescolano contemporaneamente. Inglese, francese, tedesco, olandese, israeliano.
Vivendo a Barcellona non mi è difficile rivivere queste sensazioni perché qui sono sempre in mezzo a persone provenienti da ogni parte del mondo, però mi manca avere attorno a me filippini, indonesiani…non capivo nulla, ma sorridevo e molto spesso il sorriso faceva capire più di mille parole.
E poi mi manca quel “How’s going, mate?” con quell’accento australiano che facevo tanta fatica a capire.

Mi mancano i viaggiatori, quelli veri, quelli che vogliono ascoltare la tua storia e tu vuoi ascoltare la loro. Quando si è in viaggio, si conoscono decine di persone ogni giorno e raccontare della propria vita ad un perfetto sconosciuto, diventa quasi la normalità. Si mette da parte ogni timidezza e ci si racconta la propria storia.
Quando si torna a casa, raccontare del proprio viaggio ad amici e parenti è diverso. Perché le sensazione provate sono diverse, perché solo chi viaggia tanto può capire davvero.

singapore

Singapore

Frasi e domande che si ripetono…

Il rientro a casa è fatto di tanti abbracci e baci, di cene e aperitivi e poi ancora abbracci baci e coccole. Si torna nella propria zona di comfort, si mangiano i piatti deliziosi della mamma e della nonna, si ricevono tante coccole, si fanno tante chiacchiere con gli amici di sempre…

E poi ci sono quelle frasi e quelle domande che tutti mi fanno e che ovviamente, non mi aiutano a tornare alla normalità. Riaffiorano i ricordi ed il processo per riprendermi da questo lungo viaggio, si fa sempre più complicato.. 🙂

– “Ma come hai fatto a partire?” – In verità mi chiedo come ho fatto a tornare… 🙂
– “Come hai fatto ad organizzare tutto il viaggio?” – Il bello è che non ho organizzato proprio niente.
–  “Come ti sei mantenuta?” (domanda fatta con più o meno arroganza) –  Soldi da parte, qualche lavoretto freelance e vita da backpacker.
– “Che coraggiosa che sei! Io non ci sarei mai riuscita!” – Credevo di non riuscirci nemmeno io, ma un viaggio così lo può fare chiunque, basta eliminare pregiudizi e barriere mentali.
– “Ti ammiro, poche le persone fanno quello che hai fatto tu..” – In verità, tanti credono che siano pochi a fare quello che ho fatto io, ma in verità ne è pieno il mondo.

E allora che si fa? Si riparte?

 

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