Chiediti perché piangi quando pensi all’Asia… 2


Asia, come te nessuno mai.

Perché l’Asia mi manca così tanto?
Perché quando guardo fuori dalla finestra ed osservo il cielo penso solo alle Filippine o all’Indonesia?

Mi sono fatta questa domanda tante volte da quando sono tornata, forse ogni giorno. 
Spesso quando parlo con le persone a me vicine mi rendo conto che nessuna di loro mi capisce veramente, sono pochissime le persone che possono capire, percepire realmente le sensazioni che provo.
Solo i viaggiatori che hanno fatto la mia stessa scelta di vita possono condividere con te certe emozioni.

Quando dico che mi manca l’Asia, la risposta è sempre la stessa “Eh ci credo, te ne stavi al mare senza fare niente”. E queste parole creano in me un vuoto assurdo, perché mi rendo conto di quanta superficialità ci sia in queste parole.

Dietro l’Asia, dietro quel viaggio, per me invece c’è tutto.
Io in Asia, stavo facendo tutto.

bimbi filippine asia
Io e i ragazzini di Palawan

Non si tratta di un semplice viaggio, ma di uno stile di vita, la mia vita. Uno stile di vita che io ho imparato a conoscere piano piano, giorno dopo giorno, con il mio zaino in spalla, attraversando luoghi sconosciuti.
Tutto era nuovo per me, ma non avevo paura di niente. Ogni singolo dettaglio creava in me un’emozione nuova. 

Ancora oggi mi chiedo come ho fatto a trascorrere 7 mesi così. Cerco di ricordare ogni singola giornata e penso “Ma cosa facevo esattamente ogni giorno? Dove andavo? Cosa mangiavo?”
Ogni giorno era diverso, ogni giorno era una sfida.
Eppure tutto era così semplice. 

Molto più semplice della vita di tutti i giorni, dove tutto è uguale, dove tutto dovrebbe essere facile ed invece non lo è affatto. Una vita estremamente normale e scontata, per me molto più complicata da gestire rispetto a quel mondo nuovo in cui ho vissuto per qualche mese.

amaca asia filippine
Somewhere nelle Filippine

Perché piango quando penso all’Asia? Cosa mi manca davvero così tanto?  Mi mancano le palme, il colore verde smeraldo dell’acqua dove mi tuffavo, il cibo, i sorrisi delle persone, i giri in motorino, le mie escursioni in barca, le mie notti in ostello, i mercati di cibo di strada, i templi o il mango fresco?
Anche si, mi mancano anche tutte queste cose.

Ma ciò che più mi manca è lo stato d’animo, la me di quei mesi.
Mi manca quella sensazione viva che provavo ogni giorno, quel mio essere così tranquilla e serena, quel pensare positivo, quel mood così estremamente spensierato che ti fa fare tutto con il sorrido.

Avevo fatto una promessa a me stessa, quando dall’Indonesia presi l’ultimo volo che mi riportava in Europa: quel mio stato d’animo avrei dovuto portarlo a casa con me. Io l’ho portato a casa, ma purtroppo devo ammettere a me stessa che non è stato facile mantenerlo.

La vita di tutti i giorni crea dei meccanismi malvagi che in un certo modo alterano la mente (quantomeno la mia) e, giorno dopo giorno, si entra in un loop da cui è difficile uscire. E’ difficile da spiegare, ma funziona così. La società attuale, la nostra società moderna così superficiale e dettata da schemi porta ad essere vittime di una routine che spegne ogni singolo individuo lentamente.
Anche se non vuoi, poco a poco, si entra in questo circolo vizioso e si inizia a vivere nuovamente la vita normale di tutti i giorni.

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I bambini filippini

L’Asia mi manca perché la mia vita era diversa, perché ogni giorno era diverso e mi tormenta il fatto di non riuscire a vivere quella vita anche qui, dove sono ora.
Sono tornata, ma in Europa non sono mai realmente tornata. 
Dentro di me è ancora viva quella sorta di “ribellione” che mi fa dire che a me questa vita qui non va bene.

Mi sono impegnata, mi sono sforzata di trovare tutto il bello e buono che c’è in questa vita scandita da ritmi e sicurezza e sono certa che qualcosa di bello e buono ci sia, ma non fa per me. Non ancora probabilmente. 
Da quando sono tornata tante cose non hanno più la stessa importanza e tante altre invece hanno guadagnato tantissimo valore.

Potrei fare un lungo elenco, ma mi limito ad un concetto base: le parole
In questa società così superficiale, mi rendo sempre più conto di quanto valore abbiano le parole e di quanto ogni conversazione tra persone in questa società, sia tanto diversa dalle conversazioni sostenute in viaggio.

L’Asia mi manca anche per questo, perché nel lungo viaggio fatto nel Sud Est Asiatico ho conosciuto tante persone con cui ho tenuto conversazioni vere, sentite, che vengono dal cuore. Tra viaggiatori non ci sono convenevoli, non ci sono finti sorrisi e interrogatori sui chi sei, cosa fai nella vita, che lavori fai, come ti guadagni da vivere.
Non ci sono parole superflue, non ci sono giudizi, non ci sono etichette. 

Quando ero in viaggio ho raccontato le mie storie ed i miei sogni a perfetti sconosciuti, perché sentivo che potevo farlo, perché di fronte a me avevo una persona che avrebbe condiviso con me ogni mia sensazione. Ricordo le risate, quelle risatine che racchiudono un concetto perfetto: “Ah, come ti capisco…provo anche io la stessa cosa”.
Conversazioni in cui dalla bocca escono solo parole e pensieri veri, non parole buttate al vento.

E’ da quando sono tornata che tante sensazioni non ho potuto raccontarle più a nessuno, perché nessuno capirebbe. Mi mancano quelle conversazioni, quelle chiacchiere che non si fermano alle banalità. 

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In giro per il Vietnam..


Il 2019 è iniziato ed io sono qui a chiedermi per quanto ancora sarò in grado di resistere.
L’Asia chiama, ho bisogno di rivivere quelle sensazioni.
Mi sono impegnata quest’anno, ho cercato di “accettare” in parte questa normalità che per certi versi ti fa comunque vivere tranquilla, ma non è la tranquillità che voglio.

Io voglio la tranquillità che provavo su quella barca, mentre guardavo il mare e l’infinito. L’Asia mi manca perché in Asia ho lasciato una parte di me, che potrò riavere solo se torno là per riprenderla.

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2 commenti su “Chiediti perché piangi quando pensi all’Asia…

  • Manuela

    Ciao,
    non devi cercare di accettare, di spegnerti e di farti andare bene una vita che non senti tua, come dei pantaloni in saldo ma di due taglie in meno. Forse ti sto scrivendo questo perchè capisco quella sensazione che hai dentro, e queste parole, sono quelle che la mia vocina mi dice dentro alla mia testa, ogni qualvolta mi sento morire.
    Sarà un clichè, una frase detta e ridetta ma LA VITA E’ UNA. Domani non sappiamo se saremo qui e ogni singolo giorno è un dono. Non lasciare che quella luce di spenga, che quel sorriso sparisca.

    Ti abbraccio, auguro a te e a me stessa di trovare la strada.

    • Martina L'autore dell'articolo

      Ciao Manuela, grazie per queste belle parole…parole che mi fanno venire gli occhi lucidi, in verità ma è proprio vero tutto quello che dici. Mi auguro e ti auguro di trovare la strada per capire cosa è meglio per noi. Un abbraccio, Martina