Cinzia, Travel Designer innamorata dell’Indonesia


Un lavoro a tempo indeterminato lasciato in Italia ed un viaggio solo andata verso l’Indonesia

Mi chiamo Cinzia Gallastroni ma tutti mi conoscono come Bru, fiorentina di nascita con un DNA da nomade, infatti, fin da piccola ho sempre sognato di viaggiare e vivere in diversi luoghi del mondo. 

Ho vissuto in diverse città italiane, cambiando radicalmente lavoro e spesso anche interessi e stile di vita ogni volta che mi spostavo. Da giovanissima ho fatto una breve prova di vita in Kenya e sono andata vicina ad acquistare un terreno in Messico, il mio sogno di allora era di aprire un b&b.

Da oltre venti anni frequento ambienti e forum di viaggi e viaggiatori, sono stata moderatrice per il famoso Giramondo, per Non Solo Maldive e sono una degli esperti di trip Advisor

Nel 2014 ho lasciato un buon lavoro a tempo indeterminato per inseguire il mio grande sogno, girare il mondo e fare la travel designer, ma poi mi sono innamorata dell’Indonesia e ho deciso che questa sarebbe stata almeno per un po’ la mia casa in oriente. 
Dopo aver acquisito una buona conoscenza di questo paese, ho creato insieme a Paola agente di viaggio da tanti anni, un blog che si chiama “Indonesia con Bru Viaggiare Insieme” . 
Il blog ha  tre sezioni speciali, con  tutto quello che occorre sapere per viaggiare in Indonesia – Australia – stati Uniti D’America e uno spazio dedicato ad amici Grandi Viaggiatori che sono anche i nostri autori di belle storie di viaggio. 

Tornando a me, poiché al momento sono abbastanza stabile, direi che non mi posso definire una vera nomade digitale, anche se ovviamente il mio lavoro di travel designer lo posso fare ovunque io decida di andare. 

Cosa hai fatto per poter muovere i primi passi come nomade digitale? Cosa ti ha spinto a farlo?

Ultimamente sono nati molti corsi per diventare travel designer,  in realtà questi corsi aiutano sicuramente ad entrare nel modo giusto nel mondo del turismo, ma questa è una professione che non si studia, è obbligo provarla sulla propria pelle, conoscendo bene i luoghi e le tempistiche per gli spostamenti delle località che si vanno a proporre. 

Negli ultimi anni ho fatto proprio questo, viaggiato e provato in prima persona con tanto cuore, curiosità, impegno e serietà
Per fare bene questo lavoro, oltre  a essere un viaggiatore occorre avere una buona conoscenza del mondo del turismo, le compagnie aeree, le leggi e i visti, soprattutto in questa nuova era dopo covid nulla può essere lasciato al caso. 
Anche il vecchio bagaglio da impiegata amministrativa mi è tornato molto utile, insieme alla mia innata pazienza. 

Cosa mi ha spinto a farlo? Quello che io ritengo sia la cosa più bella del mondo, “la libertà”, quella libertà che mi permette di gestire i miei tempi, di poter viaggiare ma soprattutto vivere lentamente, prendendomi tutto il tempo possibile. 

Qual’è stata la prima destinazione scelta e perché?

Quando ho mollato tutto e sono partita avevo una lista di paesi da visionare, ero in cerca dei luoghi ideali dove vivere. 
La lista comprendeva paesi molto diversi, quelli che mi attiravano di più per svariati motivi, tra i quali: il Sud Africa, Grecia, Spagna, Australia e Indonesia.

L’Indonesia e in particolare la magica Bali, mi hanno fatto decidere che sarebbero state, almeno per qualche tempo, il mio posto del mondo. Bali ha qualcosa che ancora oggi non riesco a descrivere, un miscuglio di tante cose che la rendono unica,  è pace e caos, passato e futuro, oriente e occidente, è sempre estate, a Bali si respira il mondo con gente di tutte le lingue, colori e religioni. 

Oltre a tutto questo, io l’ho scelta perché dal suo aeroporto e dai principali scali vicini come Singapore e Kuala Lumpur, partono aerei per quasi ogni posto del mondo. 
Ogni inizio anno dico “Ecco questo è l’ultimo, adesso me ne vado“, ma poi rimango ancora, in teoria vorrei rimanere in Indonesia almeno altri due anni, ma ancora non ho idea di dove sarà la mia prossima meta.

Quali sono i criteri in base ai quali scegli le mete da cui lavorare?

Non si può scegliere dove nascere ( premetto che adoro la città dove sono nata, Firenze, e trovo tutta la Toscana bellissima). 
Ho sempre pensato sia un diritto poter scegliere dove vivere, cosa che appena ho potuto ho fatto. 

I luoghi che amo sono pieni di natura e di animali, dal clima caldo e ovviamente che abbiano il mare a cui non saprei mai più rinunciare,  dove vivere in maniera semplice, libera e senza troppi fronzoli e ovviamente che abbiano una linea internet veloce.

Cosa non può mancare nella tua valigia?

Il mio è un bagaglio leggero, pochi abiti comodi e super sportivi e collaudati (sempre gli stessi da anni) uno stile molto lontano dalla moda delle foto Instagram del momento. 
Immancabile il mio diario di viaggio, dove annoto ogni cosa,  la macchina fotografica e solo se devo finire dei lavori porto anche il pc. Ho anche una piccola superstizione, parto sempre con un portafogli che mi ha regalato mia figlia, prima di un lungo viaggio che feci in Messico tantissimi anni fa. 

Quali sono le principali difficoltà che incontri quando raggiungi una destinazione nuova?

Per me la maggiore difficoltà è capire come muovermi, cosa fare o non fare per inserirmi nella maniera giusta, non amo stare in un paese senza conoscere la sua cultura e gli usi, mi piace entrare davvero nel contesto locale. 

L’alloggio è forse una dei “problemi” più grandi. Se decidi di spostarsi per poche settimane o 1/2 mesi, che tipo di sistemazioni trovi?

Preferisco scegliere una sistemazione quanto più indipendente possibile e con cucina, se possibile in un residence, in Asia e in Australia se ne trovano molte. 

Com’è la tua giornata tipo? Hai una routine ovunque vai?

Non ho una routine  e ovunque vado cambio gusti e abitudini in base al posto dove sono, mi adatto e adeguo ai nuovi ritmi, costumi e usanze, penso sia l’unico modo per sentirsi a casa. 

In Indonesia la mia giornata tipo è molto diversa da quando vivevo in Europa, inizio con una bella colazione energetica e sana, bevendo a digiuno una tazza di jamu (frullato di radici fresche di curcuma e zenzero con aggiunta di un pizzico di pepe nero e tamarindo), panacea indonesiana per quasi tutti i disturbi e potente antibiotico naturale.
Faccio successivamente una bella camminata lungo mare e al ritorno mi metto a lavorare qualche ora al pc, cerco sempre di ritagliarmi del tempo da dedicare alla spiaggia e per fare un bel bagno in mare, non sempre ci riesco e a volte sto di fronte al pc molto di più di quello che vorrei. 

Dove si svolgono le tue giornate di lavoro? Frequenti coworking?

Mi piace stare nella pace totale della mia casa.

Quali applicazioni/tool dedicate ai nomadi digitali utilizzi?

Non ne utilizzo nessuna al momento.

Qual è la parte mentalmente più impegnativa dell’essere un nomade digitale?

Forse la difficoltà maggiore è quella di non mollare mai, occorre stare sempre un passo avanti, avere una visione a 360° sul mondo, con sempre nuovi stimoli , tanta curiosità e la valigia pronta per nuovi panorami ed esperienze.

Ti capita a volte di prendere in considerazione l’idea di tornare a fare un lavoro stabile a contratto, anche se ciò significa viaggiare meno ed essere meno liberi nella vita?

Assolutamente no, non tornerei indietro, oltre che per la vita libera che faccio adesso, anche  perché questa è la professione che ho sempre voluto fare. 

Qual’è il tuo miglior consiglio, da un punto di vista “finanziario” per i nomadi digitali?

Non improvvisate mai, studiate e documentatevi in maniera accurata su quello che sarà il vostro settore, cercate di distinguervi dalla massa specializzandovi in qualcosa che voi e solo voi potete dare. 
Ricordatevi che le mode passano ma la professionalità appresa con serietà e impegno rimane.

Pensavo che un nomade digitale lavorasse meno e invece credetemi, da nulla non arriva nulla, occorre davvero mettercela tutta e impegnarsi. 

Cosa ti aiuta a darti la forza e a motivarti quando hai difficoltà a guadagnare o fai fatica a gestire la tua attività on line?

Due anni di covid mi hanno messo a durissima prova, tante volte ho davvero pensato mollo tutto e basta. Invece ho continuato a scrivere articoli per il mio blog, che proprio durante la pandemia ho imparato ad amare e questo grazie anche al sostegno e consigli di altri blogger conosciuti virtualmente nel gruppo Travel Blogger italiane. 

Occorre postare e partecipare attivamente ai social, ecco questa è la cosa più difficile per me, restare attiva nei social, non sono tipo da foto Instagram, nemmeno da articolo scritto ad hoc per fare tendenza, anzi, a me piace andare controcorrente, viaggiare in luoghi lontani, conosciuti e scomodi, che sono quasi sempre assolutamente privi di tutto quello che oggi i social vogliono. 

La forza per andare avanti viene dalla voglia di credere ancora in me stessa, dalla voglia di guardare sempre avanti e lottare per questa vita che ho voluto a tutti i costi. 

C’è una località per nomadi digitali, attualmente fuori dai radar, che ti ispira e pensi possa diventare un’ottima destinazione fra qualche anno?

Ogni posto del mondo va bene, potrebbe diventare una meta gettonata anche il Sud Italia, dove il clima è mite e le spese sono ancora abbordabili,  in Asia potrebbero essere le Filippine, il Laos e la Cambogia

In che modo pensi che il viaggio e questo stile di vita ti abbia cambiato come persona?

Della donna che ero in Europa, non è rimasto molto, questi anni in Asia mi hanno cambiato radicalmente.
Sono più cocciuta e determinata, ho imparato a non giudicare mai nessuno dalle apparenze, a stare ad ascoltare senza avere pregiudizi o dare retta a luoghi comuni. Purtroppo o per fortuna, ho perso la mia innata ingenuità, che era la mia migliore dote e anche il peggior difetto. Sono decisamente più guardinga e finalmente ho smussato l’impulsività da toscanaccia.

Pensi che lo stile di vita dei nomadi digitali possa essere adatto a tutti o è solo per tipi specifici di persone?

Non penso che questo stile di vita sia adatto a tutti, sicuramente molte persone sono nate per vivere una vita più stabile, altre come me sono spiriti liberi nate senza un vero unico posto nel mondo.  

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