Lavorare da remoto. Vantaggi e svantaggi di una vita nomade (o quasi)


Vivere e lavorare viaggiando. Ecco chi sono i nomadi di oggi.

Il termine “lavorare da remoto” è diventato particolarmente famoso in questi ultimi due anni quando le persone, a causa della pandemia, sono state costrette a lavorare da casa e non più dall’ufficio.

Lavorare da remoto significa lavorare lontano dal proprio luogo di lavoro.
Questo concetto però esiste in realtà da diversi anni, anche se descritto in maniera un po’ diversa. 

Negli ultimi 10 anni, grazie alle nuove tecnologie e alla wifi disponibile un po’ ovunque, sono nati nuove professioni digitali che hanno portato alla nascita di nuovi termini come “nomade digitale” o “digital nomad” (in inglese).
Se una volta le figure professionali si dividevano tra l’impiegato da ufficio ed il libero professionista, da un po’ di anni è diventato di moda il concetto di “nomade digitale”, ovvero colui che può permettersi di lavorare da qualsiasi parte del mondo e quando vuole, perché completamente autonomo ed indipendente.

Il nomade digitale è quel libero professionista (o freelancer – in inglese) che ha la partita IVA, gestisce i propri clienti, fa le fatture e che ovviamente, nel 99% dei casi, lavora semplicemente con il proprio computer (come informatico, programmatore web, assistente virtuale, SEO manager, etc).
In questi ultimi due anni, si è sviluppato però anche il concetto di “lavoratore da remoto” (o remote worker – in inglese).

La tipica attrezzatura da nomade digitale

Che differenza c’è tra il nomade digitale ed il lavoratore da remoto?
Ci sono diverse variabili in gioco, lo spiego subito!

Il nomade digitale

Il nomade digitale è una persona che lavora da remoto seguendo però uno stile di vita “nomade”, ovvero che nella maggior parte dei casi, viaggia e si sposta mentre lavora. Parlo quindi dei freelancer che lavorano in piena autonomia senza dipendere da nessuno.

Il nomade digitale cambia destinazione più volte l’anno, cambia città, cambia casa o viaggia con lo zaino in spalla spostandosi da un alloggio all’altro. A seconda del budget che ha a disposizione si sposta tra ostelli, utilizza Airbnb o vive in un coliving

Ha piena libertà di gestione in quanto può scegliere quando lavorare senza dover rispettare gli orari stabiliti da altri.

Il lavoratore da remoto

Il lavoratore da remoto (a cui in Italia abbiamo anche dato il nome di “Smart worker”, ma solo in Italia) è generalmente colui che lavora da remoto, ma come impiegato. Lavora quindi per un’azienda, ha un capo a cui deve sottostare ed ha una minore flessibilità di orari e luoghi.

Molto spesso infatti il lavoratore da remoto può lavorare da casa o da un altro posto, ma è obbligato a rimanere all’interno della nazione o addirittura nella stessa città in cui l’azienda ha la sede legale.
Spesso gli orari da rispettare sono i tipici orari di ufficio, anche se con una leggera flessibilità.

Lavorare in un coliving

Il nomade digitale – Il sogno di molti

Questa pandemia ci ha insegnato (e ha fatto capire a molte aziende) che si può tranquillamente lavorare da remoto senza perdere la produttività. Studi dicono oltretutto che lavorare in un ambiente confortevole, aumenta la produttività del lavoratore in quanto svolgere il proprio lavoro in un ambiente sano e con i propri ritmi, rende l’individuo più felice e sereno.

La pandemia ha portato sempre più persone a cercare un lavoro da remoto, possibilmente come nomade digitale per poter raggiungere la libertà più assoluta.
Io rientro ovviamente tra queste persone e negli ultimi anni, ancora prima della pandemia, ho sempre cercato lavori che mi permettessero di avere maggiore flessibilità e di vivere esperienze diverse.

Ho potuto viaggiare nel Sud Est Asiatico, ho vissuto un anno e mezzo nelle Filippine, cerco di spostarmi ogni volta che posso e quando sono a Barcellona amo muovermi e lavorare in posti diversi quali bar, biblioteche o coworking (e da casa ovviamente, ogni tanto).

Nell’immaginario di molti (ed il sogno di tanti), il nomade digitale lavora seduto su di uno sdraio, con il computer sulle ginocchia osservando l’oceano. Chi non vorrebbe lavorare cosí?
Ci sono sicuramente persone che hanno raggiunto questo grado di flessibilità, ma non per tutti è possibile. 

Credo però che il sogno di poter raggiungere questo status, abbia portato tantissime persone a reinventarsi, facendo cosí nascere figure professionali che probabilmente fino a 10 anni fa quasi non sapevamo esistessero. 
Quanto di voi hanno un amico che è diventato coach?
Qualcuno che investe in bitcoin o che lavora come assistente virtuale?

Lavorare da remoto o come nomade digitale presenta però, come qualsiasi cosa o situazione, vantaggi e svantaggi.
Vediamoli assieme!

Lavorare in un coworking

Vantaggi del lavorare da remoto (sopratutto come nomade)

Flessibilità dell’orario di lavoro: se sei un nomade digitale, hai la piena libertà di gestire i tuoi orari di lavoro come vuoi. L’importante è sapere auto-gestirsi e rispettare le scadenze.
Preferisci dormire la mattina e lavorare dopo le 10 di sera? Non te lo vieta nessuno. Nessun capo ti dirà che devi rispettare l’orario 8am-5pm, perché sei tu il capo di te stesso e puoi organizzarti come preferisci.

Puoi lavorare ovunque: sia che tu sia un nomade o un remote worker, puoi scegliere la tua postazione di lavoro. Puoi lavorare sul divano di casa tua, in terrazza, in una biblioteca, nel bar che più ami. Il nomade digitale però ha un vantaggio in più: può fare tutto questo anche a Bali! 😉
Io ho lavorato in ostelli in Vietnam ed in Australia , in un coworking a Manila, nei bar di Bangkok e non c’è niente di più stimolante!

Migliorerai le tue competenze: lavorare in autonomia o comunque da casa, ti porta senza dubbio ad acquisire nuove abilità perché devi imparare a gestire il tuo lavoro in maniera diversa e soprattutto, se decidi di iniziare la tua carriera come freelancer, dovrai studiare, analizzare ed imparare nuovi strumenti. 
Basta pensare a tutte quelle piattaforme utili per comunicare con i colleghi a distanza o a quelle pagine web che ti aiutano a pianificare il tuo lavoro (come Trello o Slack, ad esempio).

Puoi vestirti come vuoi: è stata una delle cose più divertenti durante la pandemia. Scherzare con gli amici sul fatto che molti di noi hanno sicuramente lavorato da casa in pigiama.
Ebbene si, lavorando da remoto non devi rispettare nessun codice d’abbigliamento.
Se stai lavorando a bordo piscina, puoi tranquillamente lavorare in costume.

Farai nuove conoscenze: se lavori come nomade digitale, hai la possibilità di conoscere persone da tutto il mondo, ognuno con la propria storia e con qualcosa da insegnare. Soprattutto se frequenti luoghi quali coworking e coliving, puoi trascorrere le tue giornate di lavoro insieme ad altri professionisti, condividendo esperienze e consigli che ti faranno crescere ancora di più!

Svantaggi del lavorare da remoto

Si, c’è anche qualche svantaggio, anche se non sembra (ma c’è).

Wifi: il nomade digitale ha una priorità assoluta: la connessione internet. É d’obbligo essere sempre online. La preoccupazione più grande infatti è quella di riuscire a trovare sempre una buona wifi per poter lavorare e se decidi di trasferirti qualche mese in un paese tropicale, potrebbe essere uno dei tuoi incubi peggiori (e lo so per esperienza avendo vissuto nelle Filippine).

Interazione sociale: questo è uno svantaggio che si presenta soprattutto per chi lavora come impiegato da remoto. Puoi lavorare da casa o in un bar, ma non puoi spostarti in giro per il mondo e non hai la piena libertà di interrompere il tuo lavoro quando vuoi (questo perché hai orari da rispettare e colleghi e capo che non puoi “abbandonare”).
Non puoi chiacchierare con il vicino di tavolo, condividere momenti con altri professionisti mentre lavori e soprattuto l’interazione con i tuoi colleghi è puramente a distanza (in video chiamata o al telefono). Durante la pandemia infatti, molti hanno sofferto questa forte sensazione di isolamento e solitudine.

Organizzazione: se lavori in autonomia come freelancer, tutto dipende da te e molto spesso, finisci per lavorare molte più ore rispetto a quelle che faresti in ufficio. Questo perché sei tu e solo tu che devi trovare i clienti, gestirli, studiare, programmare le cose da fare, rispettare le scadenze, progettare per il futuro. 

Distrazioni: questo si, è il principale svantaggio. Viaggiando e lavorando, sarai travolto da innumerevoli distrazioni e devi essere sempre molto disciplinato ed organizzato per poter fare bene il tuo lavoro quotidianamente. 

Detto ciò, quanti di voi in questi ultimi anni o post pandemia hanno cambiato il proprio lavoro e lavorano da remoto?
Che lavoro fate?.. ma soprattutto, dove vivete??

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