Noi viaggiatori ai tempi del corona virus. I mesi del COVID-19


Cosa succede quando tutto si interrompe…

All’improvviso il mondo si ferma. Come in un film catastrofico, tutte le strade si fanno deserte, tutte le porte vengono chiuse, i militari ti fermano agli incroci. Gli aeroporti si svuotano, i voli vengono cancellati, i traghetti interrompono le corse.

La parola isolamento la conoscevamo in pochi. O meglio, in pochi sapevamo cosa davvero significasse. Isolati e privati di quella libertà a cui siamo quotidianamente abituati. 
Un giorno sei libero ed il giorno dopo non puoi uscire di casa, è difficile da accettare.

Ancora più difficile da accettare per coloro che nella vita non stanno mai fermi, che hanno spesso un biglietto aereo tra le mani, che sfruttano ogni momento per organizzare un viaggio, anche solo per un fine settimana.
All’improvviso ti viene detto che non ti puoi muovere più, che quel biglietto aereo che avevi acquistato ti verrà rimborsato perché non lo puoi usare più, che quel viaggio che hai organizzato da mesi dovrà essere posticipato.

In pochissime settimane tutto cambia a causa di un virus, a causa di una pandemia. Nessuno ci credeva all’inizio, tutto è stato preso alla leggera…
“Sarà questione di qualche settimana..” dicevano, ma sono ormai 2 mesi che non si parla d’altro.

Sull’isola di Boracay

Ricordo solo un mese fa, ero a Boracay. Senza pensarci troppo, avevo organizzato un weekend last minute con la mia amica e collega. Comprato il biglietto aereo e via, pronte per trascorrere il fine settimana in paradiso.
Due settimane fa, ero al mare, nella località di Batangas dove ho preso lezioni di freediving. Un weekend perfetto, passando ore in acqua, osservando coralli e pesci colorati.

Chi avrebbe mai immaginato che di lì a qualche giorno, tutto si sarebbe fermato. A distanza di pochi giorni, ti ritrovi chiuso in casa, con la possibilità di uscire solo per fare la spesa o per andare in farmacia.

Il mio weekend di freediving

Lavorando in un’agenzia viaggi, ci eravamo resi conto già da un po’ che le cose stavano iniziando a prendere una piega pericolosa. I nostri clienti iniziavano ad essere preoccupati, tanti ci contattavano per ricevere un preventivo di viaggio, ma poi tutto veniva messo in standby.

All’inizio era la Cina, i blocchi negli aeroporti cinesi… poi Singapore, Hong Kong, Taipei. I nostri clienti in partenza dall’Europa non sapevano se sarebbero riusciti a raggiungere Manila.
Sono arrivate le prime cancellazioni, le prime paure….
Chi era preoccupato per il virus, chi per un possibile volo cancellato.

Poi il virus è arrivato in Italia e si è propagato con una violenza inaudita. 
Restrizioni su restrizioni, sempre più casi di gente contagiata, chiusura di scuole, aeroporti, luoghi pubblici, etc.
Regioni e città isolate, divieto di muoversi ed uscire dalle proprie case. Tutto nel giro di pochissimo tempo.
Nessuno poteva muoversi più, nessuno poteva più viaggiare.
Tantissime compagnie aeree hanno iniziato a sospendere voli da e per l’Italia. L’Italia è diventata un paese pericoloso. Tanti paesi hanno chiuso le frontiere agli italiani.
Tanti italiani di rientro dalle ferie in un paese a rischio, venivano messi in quarantena.
Alcuni nostri clienti non sapevano come fare per tornare a casa: volo di rientro cancellato o soggetto a cambi di destinazione (c’è chi è rientrato in Europa atterrando in Francia o in Germania, perché l’Italia non si poteva raggiungere).

Poi il virus è arrivato nelle Filippine e per contenere i contagi, qui le restrizioni e le precauzioni sono state prese fin da subito. 
Nel giro di qualche giorno, è arrivata la comunicazione: si chiude tutto. Da un giorno all’altro decine di voli cancellati, isole chiuse, chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori.
Un mese (almeno) di isolamento anche qui, come negli altri paesi.

I nostri clienti che erano in viaggio nelle Filippine, nel giro di qualche ora hanno dovuto interrompere la vacanza, prendere il primo aereo possibile per Manila, cambiare la data del volo internazionale e cercare di rientrare in Europa. In caso contrario, sarebbero rimasti bloccati nelle Filippine per un mese.
Sarebbe bello pensare all’idea di una vacanza che si allunga… da 10 giorni di viaggio, si rimane su di una spiaggia paradisiaca per un mese.
Però non è così, non si parla più di vacanza, ma di crisi, disagio e paura.

Periodo difficile per il turismo, per chi organizza viaggi, per i viaggiatori a cui vengono tagliate le ali.
Io in questi giorni sarei dovuta essere nella mia amata Siargao.
Un viaggio organizzato alcuni mesi fa. 
Due settimane in quella che considero la mia casa nelle Filippine.

A Siargao

Poi arriva la news dal presidente di Stato: fra 2 giorni inizia l’isolamento, nessuno si potrà più spostare. Nel giro di pochi giorni decido così di cambiare la data di partenza e di anticiparla. Avevo deciso che l’isolamento di un mese l’avrei fatto a Siargao, invece che a Manila.
Purtroppo non è stato possibile. Il giorno stesso della partenza, il mio volo è stato cancellato….

Io come tanti altri viaggiatori in aeroporto, increduli e senza potere alcuno.
Non c’era alcuna soluzione, io a Siargao non ci potevo andare più… i pochi voli rimasti erano tutti pieni.
Nessuno sapeva cosa sarebbe successo nel giro di qualche giorno, ogni viaggiatore stava cercando di organizzarsi per trovare l’alternativa migliore. L’aeroporto pieno di gente, si respirava quella sensazione di ansia e nervoso che ti viene quando non sai se puoi partire, non sai se puoi tornare a casa, non sai su quale aereo ti metteranno o se devi cercarti in fretta un hotel perché la notte dovrai trascorrerla fermo nel luogo in cui sei.

Un volo cancellato è sempre la paura più grande per un viaggiatore.
Io sono tornata a casa e ammetto di aver pianto dal nervoso per circa 2 giorni. Siargao è nella mia testa ogni giorno e aspettavo di prendere quell’aereo da mesi. 
Per un viaggiatore in quel momento, quel determinato volo, è la cosa più importante che ci sia. 

L’isola di Corregidor a Siargao

Dopo qualche giorno, ho però iniziato a ragionare in maniera più razionale ed ho iniziato a riflettere.
In situazioni come queste, capisci davvero cosa significa libertà.
Essere libero di fare ciò che vuoi.
Ad un viaggiatore non puoi dire di stare fermo, ma noi ci spostiamo per piacere.

Siargao non scappa, Siargao sarà sempre lì pronta ad accogliermi, bisogna solo avere pazienza.
Tutti noi, a cui la libertà non è mai stata negata, non siamo in grado di accettare che ci venga detto di stare chiusi in casa. Neanche una passeggiata possiamo fare, che vita è?!
Poi ti rendi veramente conto di cosa significa non avere la libertà.

C’è chi vorrebbe andarsene dal proprio paese per un futuro migliore, per la propria famiglia, per i propri figli, ma gli viene negata la possibilità.
Viene negata per un maledetto visto che non può ottenere, perché il paese in cui vorrebbe andare non lo accetta perché non ha denaro a sufficienza.
E non si tratta di 2 o 3 mesi di corona virus, ma della vita.

Chi non può uscire di casa perché c’è la guerra, perché per strada invece delle macchine ci sono i carri armati.
Chi un aereo non potrà mai prenderlo, perché non se lo può permettere. 
Chi il mondo non potrà mai scoprirlo.

Che questi tempi ci facciano riflettere e ci facciano apprezzare tutto quello che abbiamo.
Noi viaggiatori torneremo a viaggiare.
Tutto tornerà alla normalità.
Andrà tutto bene. 

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