Ricky e Ari hanno deciso di cambiare la loro vita. Oggi si occupano di Filmmaking e fotografia 1


“Fermati un attimo, ricordati il perché hai scelto questo tipo di vita”.

I nostri nomi sono Ricky e Ari, entrambi abbiamo 30 anni e di professione creiamo contenuti digitali, principalmente ci occupiamo di Filmmaking e Photography.
Attualmente viviamo a Fuerteventura, alle Isole Canarie. Il piano per i prossimi anni è quello di vivere e lavorare in giro per il mondo.

Cosa avete fatto per poter muovere i primi passi come nomade digitale? Cosa vi ha spinto a farlo?

Abbiamo vissuto per circa tre anni a Malta ed entrambi avevamo una carriera stabile, io (Ricky) come informatico ed Ari come coordinatrice di un istituto Erasmus plus.
Li eravamo felici, avevamo tanti amici e avevamo anche aperto un Airbnb che adoravamo perché ci permetteva di ospitare viaggiatori che venivano da tanti posti d’Europa e del mondo.

Quello che ci ha spinto a mollare tutto è stato il desiderio forte di viaggiare full time e di vivere in tanti altri posti. Ci siamo detti “Il mondo è troppo grande per vivere tutta la vita in un posto solo”.
Volevamo vivere e vedere di più, volevamo costruire una vita diversa e non convenzionale e condividere la nostra esperienza.

Il primo passo è stato semplicemente un tuffo nel vuoto, abbiamo lasciato casa, lavoro e venduto tutto quello che avevamo.
Siamo partiti con qualche zaino e tanti sogni.

Qual’è stata la prima destinazione scelta e perché?

Abbiamo scelto la stupenda isola di Tenerife, volevamo un posto caldo anche d’inverno e al mare dove la vita avesse un ritmo più lento. Li ci siamo presi il tempo per studiare e per inventarci una nuova carriera.

Quali sono i criteri in base ai quali scegliete le mete da cui lavorare?

Di solito ci piacciono le isole e le mete calde. Generalmente viviamo in posti condivisi, come Airbnb, Co-Working & Co-living o semplicemente affittiamo una casa con amici che conosciamo durante i nostri viaggi. Secondo noi vivere insieme ad altre persone con lo stesso stile di vita ti aiuta a sentirti a casa, stimola la creatività e si vivono sempre delle esperienze incredibili. Inoltre è anche un modo per ridurre i costi.

Cosa non può mancare nella vostra valigia?

Viviamo uno stile di vita minimalista e portiamo con noi pochi vestiti e pochi oggetti essenziali.
Crediamo nel “less is more”, meno cose significa più spazio per quello che realmente conta. 
Per via del nostro lavoro però, quello che non può mancare è l’attrezzatura fotografica, abbiamo due backpack piccoli dedicati solo a quello.

Quali sono le principali difficoltà che incontri quando raggiungi una destinazione nuova?

Prima di trasferirsi in un posto nuovo si fa sempre un po’ di ricerca, però è anche bello non avere troppe aspettative e farsi guidare dal flow. Per prima cosa si inizia a capire dove sono le attività vicino casa di cui si hanno sempre bisogno; come supermercati, ristoranti e bar e, molto importante, le spiagge 🙂
Poi, si cerca di fare amicizia in maniera spontanea nel posto in cui si alloggia, oppure ai tanti eventi che di solito si organizzano e che si trovano nei vari gruppi FB locali. A volte però può essere faticoso dover ricreare la propria rete di amicizie e avere le proprie abitudini in un posto che è sempre nuovo.

L’alloggio è forse una dei “problemi” più grandi. Se decidete di spostarvi per poche settimane o 1/2 mesi, che tipo di sistemazioni trovate? (Questo perché spesso per gli affitti si richiede un “minimo stay”).

Ari è quella che di solito si occupa della ricerca qualche tempo prima di spostarsi, è davvero pro nell’organizzazione di tutto!
Di solito ci iscriviamo a gruppi Facebook, chiediamo info a nomadi digitali già in zona o quando lavoriamo per hotel e strutture con Co-Working/Co-Living, ci accordiamo per avere una sistemazione inclusa.

Il lavoro come content creator ci aiuta tanto anche in questo.
In ogni caso ci piace stare nei posti per qualche mese e in questo modo è più facile ottenere prezzi vantaggiosi.

Com’è la vostra giornata tipo? Avete una routine ovunque andate?

Di solito siamo flessibili e la routine cambia in base agli impegni lavorativi che abbiamo.
Tuttavia stiamo cercando di trovare il perfetto bilancio tra lavoro, tempo libero per se stessi e per esplorare i posti. Per noi è ancora una delle sfide più grandi perché gestire un business per conto proprio richiede tanta energia. 

Dove si svolgono le vostre giornate di lavoro? Frequentate coworking?

Soprattutto quando editiamo o quando svolgiamo attività relative all’impresa, come burocrazia o gestione dei clienti, frequentiamo Co-working e passiamo tanto tempo lì, è bellissimo lavorare circondati da altri nomadi digitali e condividere un caffè con loro. Spesso siamo anche in giro in diverse location per foto/video shooting o per incontrare dei clienti locali, dunque gran parte delle nostre giornate la passiamo anche in movimento.

Quali applicazioni/tool dedicate ai nomadi digitali utilizzate?

Le app che utilizziamo di solito per voli e accomodation sono Skyscanner, Kayak, Airbnb e Booking. Oltretutto consultiamo gruppi facebook o contattiamo spesso le strutture direttamente. 
Per muoverci diamo sempre un’occhiata ai servizi locali e bus o, se disponibili, ci affidiamo a Uber, Bolt o simili.

Per organizzare tutto, usiamo Notion, un tool diventato davvero essenziale per business e vita privata!
Per via dei contenuti che creiamo usiamo tanti software come Lightroom, Photoshop, Premiere ecc. E per gestire il nostro sito web usiamo WordPress e per editarlo Elementor.

Qual è la parte mentalmente più impegnativa dell’essere un nomade digitale?

La parte più difficile, ma anche quella più eccitante, è non avere mai un posto fisso dove stare e una fonte di guadagno stabile. Per noi è sempre una sfida trovare un posto con le giuste vibes e nuovi clienti. Però è molto gratificante fare sempre nuove esperienze e conoscere nuove persone. Il sempre “nuovo” è il bello di questa vita alternativa.

Vi capita a volte di prendere in considerazione l’idea di tornare a fare un lavoro stabile a contratto, anche se ciò significa viaggiare meno ed essere meno liberi nella vita?

Nei momenti difficili capita di considerare qualcosa di più stabile, però abbiamo scelto consapevolmente questo stile di vita e sappiamo già cosa significa vivere nella tipica comfort zone, crediamo che si può tornare sempre indietro in un modo o nell’altro, ma questo limiterebbe la nostra libertà e flessibilità, che sono le cosa a cui teniamo di più.

Qual’è il tuo miglior consiglio, da un punto di vista “finanziario” per i nomadi digitali?

Spesso si spende più a casa con un lavoro stabile che in viaggio, a volte è solo questione di dare la priorità alle cose che contano. Si può essere felici anche vivendo e viaggiando low-budget, è tutta una questione di saper gestire quello che si ha a disposizione in maniera intelligente. Nella classica vita frenetica si comprano spesso cose inutili dando ascolto agli impulsi di una vita a volte infelice, quando invece si fanno delle scelte consapevoli le priorità cambiano e cambia anche il modo in cui si spendono i propri soldi. In questo ci ha aiutato tanto l’essere minimalisti.

Cosa vi aiuta a darvi la forza e a motivarvi quando avete difficoltà a guadagnare o fate fatica a gestire la vostra attività on line?

Fermarsi un attimo, ricordarsi il perché si è scelto questo tipo di vita e di tutti i vantaggi che si hanno.
Le idee e le soluzioni poi arrivano se uno ci crede. In giro poi si incontrano sempre persone stupende che ti motivano a fare meglio e che ti danno sempre qualche idea nuova. 

C’è una località per nomadi digitali, attualmente fuori dai radar, che vi ispira e pensate possa diventare un’ottima destinazione fra qualche anno?

Una nostra cara amica ci ha parlato delle Filippine (in verità sono io – Martina btw haha), sarebbe bello magari vivere e lavorare su qualche isola che non è proprio ancora popolare. Ci sarebbero anche Bali nella lista ed il Costa Rica, però sono molto popolari e già molti nomadi digitali le scelgono.

In che modo pensate che il viaggio e questo stile di vita vi abbia cambiato come persona?

Beh, si impara ad apprezzare di più le altre culture, ad essere più aperti di mente, a buttarsi in nuove idee che sembravano prima assurde e a non dare nulla per scontato. Tutti i posti e le persone che si incontrano lungo il cammino ti insegnano sempre qualcosa.

Pensate che lo stile di vita dei nomadi digitali possa essere adatto a tutti o è solo per tipi specifici di persone?

Crediamo che sia adatto a tutti, basta volerlo e ascoltare se stessi. Alcuni preferiscono la routine e che tutto funzioni secondo i piani (e se si è felici così va benissimo!), altri preferiscono una vita fuori dalla zona di comfort ma ricca di avventure, di posti nuovi, cibi diversi e soprattutto persone meravigliose che si portano sempre nel cuore.


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Un commento su “Ricky e Ari hanno deciso di cambiare la loro vita. Oggi si occupano di Filmmaking e fotografia

  • Debbie and Nick

    Awesome People. Met them once, and now we carry a lifetime friendship – even though we’re spread over the world most of the time 🙂